l’Andio

l’Andioswirl_2

  L’Andio era il percorso che il Barba Sogaro percorreva ogni giorno, avanti e indietro, per produrre le preziose corde di canapa. Agganciava la fibra alle Bote∫éle e lentamente iniziava a camminare all’indietro per tutta la lunghezza, dosando con la sensibilità delle mani la fibra che passava fra le sue dita e che andava a formare gli spaghi.

   Arrivato in cima, dopo poco più di 60 metri, il Barba tirava un filo collegato ad una campanella vicina alla Mola. Chi faceva girare la grande ruota in legno si fermava.

   Pochi secondi per unire gli spaghi appena prodotti, si preparava l’Arbuio, si inseriva il Cao, un altro colpo al campanello e tutto ripartiva per continuare a produrre le corde.

   Sono presenti tuttora i gelsi secolari che per decenni hanno fatto ombra nelle calde giornate estive di chi lavorava in corderia. Sedici meravigliose ed imponenti piante che, nonostante l’età, ogni anno esplodono di verde. Francesco Verona, classe 1894, raccontava di averli sempre visti fin da piccolo.

   Un tesoro che corre a cavallo di tre secoli e che fu piantato sia per l’ombra e per un lavoro più confortevole, ma anche perché le preziose foglie erano fondamentali per l’allevamento del baco da seta, rappresentando dunque, se serviva, un’entrata economica aggiuntiva alla famiglia.

museo-della-canapa-corderia-verona-morus-alba

swirl_2