Vi svelo i segreti del Barba Sogaro

IL GIORNALE DI VICENZA
13 GENNAIO 2018
ILPERSONAGGIO.
Ha realizzato un museo in casa con molti strumenti di lavoro che venivano usati per realizzare le funi come si faceva secoli fa.

«Vi svelo i segreti del
Barba Sogàro»

Rodolfo Moro fila la canapa a mano
e crea corde nel laboratorio del 1789.
Sistemata l’antica officina del nonno.

di Alessandra Dall’Igna

   Un’arte ormai scomparsa che affonda le radici ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia e che a Thiene rivive nell’Antica Corderia della famiglia Verona dove sono custoditi i segreti ed i ricordi del Barba Sogàro.

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   A prendersi cura del laboratorio di filatura della canapa, situato a ridosso della chiesetta di San Vincenzo fin dal 1789, è Rodolfo Moro, 40enne nipote di Francesco Verona (1894-1990), che in questi ultimi anni ha ristrutturato l’antica officina del nonno, chiusa nel 1985, trasformandola in un museo. Non solo. Dopo aver imparato a filare, arte che gli è stata insegnata dalle zie Valentina e Maria, sorelle della mamma Luisella, Rodolfo ha iniziato a partecipare a diverse rievocazioni storiche in Italia e all’Estero per tramandare questa preziosa tradizione manifatturiera che rischiava di scomparire.

   «L’attività del nonno mi ha sempre affascinato – spiega Rodolfo Moro – e attorno ai 20 anni ho chiesto alle zie di insegnarmi a filare la canapa e a realizzare le corde. Nel 2010 poi assieme a mia madre ho iniziato un restauro conservativo del laboratorio che è identico a quello del Barba Sogàro, grazie anche alla presenza di tutta l’attrezzatura originale con cui filiamo ancora oggi».

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   L’idea di trasformare l’officina in un museo è nata «con l’obiettivo di far scoprire, soprattutto alle nuove generazioni, una professione artigianale importate che portiamo avanti da tre secoli. Visitare l’Antica Corderia significa scoprire un materiale incredibile, l’ingegnosa manualità dei nostri padri e l’immensa capacità creativa di persone che con pochissimo riuscivano a creare oggetti e beni preziosi».

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   Nel museo è possibile ammirare non solo la vastissima collezione di strumenti utilizzati dal Sogàro nella varie fasi della lavorazione della canapa, ma anche una raccolta di fotografie d’epoca che ritraggono Francesco Verona e la moglie Natalina mentre filano in Andio, ovvero lo stretto appezzamento di terreno situato dietro al laboratorio che veniva percorso all’indietro per realizzare le corde, lunghe anche 60 metri.

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 Ma c’è di più in questo museo. Appoggiata al muro in ingresso, infatti, c’è ancora la bici con cui il Barba Sogáro, carico di corde, percorreva ogni domenica gli oltre 20 chilometri che separano Thiene da Valli del Pasubio per andare a vendere la sua merce al mercato mentre al lunedì toccava alla moglie Natalina il compito di esporre la mercanzia al mercato di Thiene, come testimoniano le foto dell’epoca.•
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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IL PROCEDIMENTO

La lavorazione manuale
con la “mola”

   La canapa con cui il Barba Sogáro realizzava le sue corde arrivava dal Ferrarese ed era raccolta in balle di circa 100 chili ciascuna. Per spaccare la canapa veniva usato un robusto palo di legno dove si sbattevano con forza i gambi fino a ridurli in tanti filamenti, che poi venivano tirati e pettinati sopra i ferri sottili di un pettine.

   A quel punto il “Barba” prendeva sotto braccio una grossa falda di canapa, attaccava i capi del filo su cilindri di diverse misure e iniziava a filare. A seconda della grossezza della corda, venivano uniti tre o quattro fili che poi venivano immersi in una vasca d’acqua in pietra, per ammorbidirli e renderli più adatti alla lavorazione. La corda finita veniva infine raschiata con una rete metallica per renderla meno ispida al tatto. Una grande ruota chiamata “mòla” era il motore trainante: veniva fatta girare lentamente a mano in modo da mettere in movimento i cilindri che facevano attorcigliare i fili di canapa.

   Un lungo e delicato processo di lavorazione che rappresenta una fase importante del processo di creazione delle corde.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Su gentile concessione de “Il Giornale di Vicenza”

[GDV_F1 - 39]  GDV/PR/PAG/THIENE-01 ... 13/01/18

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